Pistoia challenge. Una grande giornata di jiu jitsu.
Eleonora esordisce nelle competizioni con un bell’ ARGENTO affrontando avversarie con molta più esperienza.
Busi dopo un’accurata preparazione, ottiene un meritatissimo ORO dopo quattro dure lotte.
Yevgeny si prende un BRONZO come Bojan che esordisce in modo eccellente nel No Gi. Carlo sale sul gradino più alto del podio nella categoria -73,5 blu adulto No Gi finalizzando tutti i suoi avversari.Non contento ottiene anche un terzo posto nell’assoluto. Aleksandar lotta come un leone ma non riesce a raggiungere il podio.Bravi ragazzi!

Adrian Murug è un giovane atleta del team Advanced diretto dai Maestri Gianpaolo e Luca Puggioni. Da tempo completa la sua preparazione allenandosi settimanalmente con il nostro gruppo in cui si è perfettamente integrato. Viene da Pordenone. Mi ricorda , quando alla sua età, con la mia cinquecento grigia, mi facevo Cividale –Trieste ogni settimana per andare ad allenarmi di muay thai; un delirio, soprattutto al ritorno. Adrian è un ragazzo forte e saggio per la sua età, si allena con criterio, rispetta al massimo i propri compagni d’allenamento e assorbe ogni tecnica che gli viene spiegata con gran rapidità. Un ragazzo umile come pochi. Tutte queste caratteristiche gli hanno fruttato un record di 7 vittorie e 0 sconfitte nello sport da combattimento più duro e complesso, le MMA. Sabato ha esordito al Venator vincendo per ghigliottina al primo round. Un esempio da seguire.

Sull’aereo di ritorno dall’ultimo viaggio a New York, tra tutte le informazioni che mi rimbalzavano nella testa, rimuginavo sul seguente adagio: “ Quando il tuo insegnante tiene contemporaneamente una lezione di Gi, una di No Gi e una di MMA hai solo due possibilità; o è un completo idiota o una mente superiore”
John Danaher appartiene alla seconda categoria.
Conosco John dal 2011, quando per la prima volta misi piede in quella cittadella del jiu jitsu che è la Renzo Gracie Academy a New York, sicuramente una della scuole più interessanti in cui mi sono allenato, un luogo in cui si respira la vera arte del jiu jitsu brasiliano e dove le sue diverse espressioni si fondono sapientemente, generando atleti che sono sotto i riflettori dei più importanti eventi mondiali, sia nel jiu jitsu che nelle MMA.
Solitamente la formazione di atleti di punta in una qualsiasi accademia di jiu jitsu è più che altro una mera questione probabilistica; più è alta la quantità di atleti, più alta è la probabilità che in un numero ampio vi siano un paio di praticanti talentuosi che grazie alla passione, al talento, e una buona dose di ore passate su su you tube si facciano strada nel mondo delle competizioni ottenendo risultati , si spera, di rilievo.
La funzione dell’istruttore nell’apprendimento tecnico della disciplina oramai ha una funzione abbastanza relativa, più che altro serve a non fare inciampare il neofita in grossolani errori nei primi anni di allenamento, mentre per l’allievo avanzato ha una funzione che si sposta verso il coaching strategico e motivazionale. Sorrido dunque quando sento il maestrone di turno decantare le proprie abilità didattiche, riconducendo le vittorie del proprio pupillo ad un ”metodo” da lui coniato. Bisognerebbe chiedergli: “…e tutti gli altri allievi (la stragrande maggioranza) che hanno provato il tuo “metodo” e che dopo anni di allenamento a mala pena mescolano il caffè col cucchiaino?”. Silenzio cimiteriale.
Detto ciò, questa che secondo me è una regola, ha le sue eccezioni che nel nostro campo sono rare ma ci sono; una di queste è proprio Jhon Danaher e le sue tecniche di formazione, uniche nel suo genere. Le ragioni per cui Mr Danaher risulta essere così dirompente dal punto di vista didattico e comunicativo sono molteplici, ma ci vorrebbero pagine per descriverle; tra le immagini più vivide e particolari che ho delle sue lezioni, oltre ad alcune sequenze tecniche davvero inusuali, ricordo come, utilizzando principi di biomeccanica derivati dalla corsa veloce correggeva George Saint Pierre sulle entrate successive ai diretti ( cosa che ho prontamente inserito nel mio programma ) o affinava il double leg di Weidman, già wrestler professionista, per il match contro Gastelum….tutto ciò seduto a gambe incrociate.
Grazie ad internet è possibile attingere alla didattica di Jhon anche dal proprio PC, ma credetemi come al solito, e in questo caso ancora di più, il valore della spiegazione tecnica non sta tanto nel “cosa” ma nel “come”, nella modalità con cui viene spiegata, nei piccoli dettagli che solo un occhio attento e appassionato riesce a scorgere, nella prossemica del corpo e addirittura nel tono della voce, tutte cose che si percepiscono esclusivamente nel vivo delle sue lezioni, fruibili e spendibili dal neofita cintura bianca come dal professionista più esigente .
Jhon è una figura molto particolare e forse controversa nel mondo del jiu jitsu. Ha completamente ribaltato lo stereotipo del Maestro vecchia scuola in cui per insegnare era necessario aver fatto “la guerra “, ha dimostrato come una formazione strategica, razionale e misurata possa superare il più classico e istintivo apprendimento per imitazione. E’ un paradosso vivente, un rivoluzionario, un Maestro filosofo, che lentamente e silenziosamente si è imposto come forse il più influente insegnante di jiu jitsu, nella più rinomata scuola Gracie a livello mondiale, senza fare Gracie di cognome e senza aver mai messo piede sul tatami di gara in vita sua.

Bravi i nostri ragazzi che anche questa volta si sono fatti valere al campionato italiano di jiu jitsu a Firenze; Buzz fa il pieno di medaglie con 3 argenti, e il giovane Mattia (oro in Gi e no Gi l’anno precedente) si conferma un solido agonista conquistando anche lui un argento in una categoria affollatissima dopo cinque dure lotte. Luca e Matteo non arrivano a podio ma dimostrano grinta e tecnica da vendere.Ottimo lavoro!

Ingli ha esordito nelle MMA al PNFC 10.
Dopo anni di successi nel Brazilian jiu jitsu e nel grappling (ricordimo tra i più importanti risultati, l’oro nell’assoluto cinture azzurre No Gi al Campionato Italiano di jiu jitsu 2016 ) il giovane atleta albanese ha fatto il suo dirompente ingresso nelle arti marziali miste.
Poco da dire sul suo match, è durato pochissimo: dopo un solo destro ben assestato che ha messo in ginocchio l’avversario, chiude l’incontro con un mata leao in meno di trenta secondi.
Bravissimo.

Matteo Lizzul è uno dei talenti che calcano il nostro tatami. Si allena da pochi anni ed è già salito sul gradino più alto del podio dei tornei di jiu jitsu più importanti d’Italia; ciò significa che nella sua categoria, per raggiungere l’oro deve macinarsi regolarmente quattro o cinque lotte. L’ultimo importante podio è stato a novembre scorso al Milano Challenge 2017, dove ha bissato il risultato dell’anno precedente conquistando nuovamente la medaglia d’oro.
Qui sopra un articolo a lui dedicato.

Due atleti del nostro team, Matteo Lizzul e Daniele Revelant hanno recentemente gareggiato al Milano Challenge. Daniele alla prima competizione dimostra tenacia e voglia di imporsi, vincendo ai punti le prime due lotte ma cedendo alla terza contro un atleta di maggiore esperienza. Matteo invece, lotta nella categoria più popolata del torneo la -82,3 kg bianca adulto (oltre 50 atleti) vincendo cinque lotte e conquistando così il gradino più alto del podio. Il giovane atleta inanella così, la quarta medaglia di fila mettendosi al collo un oro tanto pesante quanto meritato. Bravissimi entrambi.

Quando due edizioni fa il Buzz si prese la briga di partecipare  in solitaria al  campionato italiano di jiu jitsu, in cuor mio speravo che in seguito altri membri del team seguissero il suo esempio. Cosi è stato e un nugolo di arrembanti atleti composto da Yevgeny, Ingly  e il giovane Lizzul Matteo si e’ unito a lui con la voglia di calcare il tatami e portarsi a casa più vittorie possibile. Tutti e quattro hanno partecipato ad entrambi i giorni di competizione, diventando parte di quei 1200 iscritti il cui unico obiettivo era quello di raggiungere il gradino più alto del podio.

 E’ andata cosi:

Yevgeny , bianca, adulto  – 76 kg: esordisce nel No Gi vincendo la prima lotta per finalizzazione ma perde la seconda ai punti. Col Gi purtroppo è fuori alla prima. Si rifarà sicuramente.

Buzz, viola, master 2  – 70 kg: ottiene un argento nel No Gi e  un bronzo col Gi.Bravo come al solito.

Matteo, bianca, adulto -76 kg: esordisce nel No Gi ottenendo un buon argento di categoria dopo tre lotte. Nel Gi, vince la prima  ai punti (21-0) ma cede per finalizzazione all’avversario successivo. Il più giovane del team inanella così il terzo podio consecutivo.

Ingly Nako, adulto -70kg,azzurra. Anche per lui è un esordio nel No Gi, la prima competizione in assoluto e ottiene un bronzo di categoria dopo aver disputato 3 lotte, perdendo l’ultima a causa di un banale errore strategico. Non contento si iscrive agli assoluti dove esprime al massimo la sua tecnica e la sua voglia di vincere battendo tutti i suoi avversari preliminari per finalizzazione. Incontra in finale Sacchetti della Superba,  che sarà il campione della sua categoria con e senza Gi e in meno di due minuti lo finalizza con la sua ghigliottina. Si prende così  l’oro nell’assoluto, medaglia pesante.  Il giorno seguente lotta bene nel Gi, ma la stanchezza e il calo di tensione  incidono e oltre alle prime due lotte ( vinte per finalizzazione ) non riesce ad andare. Direi bene.