Bravo

Tra i vari strani personaggi di cui è costellato il mondo del jiu jitsu  Eddie Bravo spicca sicuramente. Cintura nera di Jean Jaque Machado, è  universalmente conosciuto per aver inchiodato con un triangolo Royler Gracie   ad un vecchio ADCC quando era ancora cintura marrone.

 La prima volta che sentii parlare di lui fu diversi anni fa durante un seminario di Tisi a Bologna,  quando il Mestre illustrava una tecnica partendo da quella strana posizione di guardia di nome rubber guard. Ovviamente al rientro dalla lezione chiesi subito delucidazioni a Mestre You tube che mi fornì moltissime informazioni in merito. Di seguito non ebbi mai rimandi positivi del personaggio, dal video/scherno del saccente Draculinho  ai commenti avvelenati ma ben più valevoli e onesti del mio amico Ricardo Vieira il cui fratello trattorizzo’  l’americano nel 2003.

La continua smania di apparire e di essere al centro dell’attenzione,  la produzione di video didattici con candid camera annesse, l’ inusuale quanto orribile completino rash /pantalone azzurro /cavigliera  e per finire la promozione dell’uso di Sativa come mezzo per  “stimolare creatività e apprendimento” , lo rendono facile bersaglio del  jitsuka medio; già me lo vedo col kimono intonso, dietato e  functionalizzato  che lo addita inorridito,  mentre osanna i suoi beniamini che vincono il mondiale inzuppati di steroidi. Che ridere.

Bravo a me piace; come tutti quei pazzi che vanno un po’ controcorrente  e che inevitabilmente si schiantano contro il pigro e comodo giudizio dell’omino della strada ;  un ragazzone decisamente fuori dalle righe ma che, alla fine, sta lasciando una traccia nella storia di questo sport e, secondo me, ha molto di più da insegnare rispetto a  molti blasonati maestri, cloni delle intoccabili “Icone Sacre” dell’arte suave.

Ho avuto modo di conoscerlo nell’ultimo viaggio/studio a Los Angeles ( a breve il report) durante una visita a Budovideos, mecca virtuale di migliaia di jitsuka. Era insieme a Budo Jake e si apprestava a girare il filmato qua sotto. Qualche frase di rito, un paio di battute sul jiu jitsu, hamburgher e spaghetti  e foto d’obbligo. Poi un sorso di Bud e via a registrare.

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